Trent’anni di Registro Imprese: l’anagrafe digitale che sostiene il futuro
Trent’anni di Registro Imprese: l’anagrafe digitale che sostiene il futuro - 1996-2026: Trent'anni di trasparenza e innovazione
Ci sono intuizioni che nascono nel silenzio degli uffici e finiscono per cambiare radicalmente il DNA economico di un intero Paese. Oggi, celebrando i trent’anni del Registro delle Imprese, non festeggiamo solo un archivio amministrativo, ma il compimento di una visione che ha trasformato l’Italia in un modello di innovazione mondiale.
All’inizio degli anni Settanta Mario Volpato, un matematico prestato alle istituzioni come presidente della Camera di Commercio di Padova, comprese come il patrimonio informativo dei dati conservati nei registri camerali fosse un "tesoro dormiente". L'idea era semplice quanto rivoluzionaria: smettere di gestire tanti pozzi isolati (i registri delle camere del tempo) e costruire, invece, un unico grande acquedotto informatico per collegarli e far viaggiare i dati. Quell'intuizione ha permesso di trasformare milioni di faldoni polverosi in informazioni strutturate, accessibili e trasparenti, mettendo la tecnologia al servizio dello sviluppo.
Dalla norma alla realtà digitale
Sebbene previsto dal Codice Civile fin dal 1942, il Registro delle Imprese è rimasto una "bella incompiuta" per oltre mezzo secolo. È stato solo grazie alla determinazione del sistema camerale e alla nascita di InfoCamere che, nel febbraio 1996, l’Italia si è dotata di un’anagrafe economica interamente informatica, con un anno di anticipo sulla tabella di marcia.
Oggi, questa infrastruttura non è solo un obbligo di legge, ma un pilastro della fiducia nel mercato. È lo strumento che garantisce sicurezza agli scambi, trasparenza alle relazioni commerciali e certezza del diritto, rendendo il nostro sistema imprenditoriale uno dei più monitorati e affidabili a livello internazionale.
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Nelle tre province che costituiscono il territorio di competenza della Camera di Commercio Riviere di Liguria, al 31 marzo dell’anno corrente, si contano, tra sedi e unità locali attive, complessivamente 83.319 imprese, così ripartite: 26.812 in provincia di Imperia, 23.404 in provincia della Spezia e 33.103 in provincia di Savona.
Da un’analisi a livello settoriale emerge che in provincia di Imperia i tre settori che vedono la maggior concentrazione di imprese sono, in ordine decrescente, il Commercio, le Costruzioni e l’Agricoltura. Anche in provincia della Spezia la maggioranza delle attività si concentra nel Commercio, seguito, in questo caso, dalle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione e dalle Costruzioni. Anche in provincia di Savona il Commercio si conferma il comparto che conta il maggior numero di attività, seguito dalle Costruzioni e dalle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione.
Un’eredità rivolta al domani.
In questi trent’anni, il Registro è diventato un'infrastruttura digitale all'avanguardia, capace di semplificare il dialogo tra mercato e Pubblica Amministrazione grazie ad una progressiva apertura verso l’integrazione con altre fonti pubbliche che gestiscono informazioni sulle imprese.
Se oggi ci voltiamo indietro a guardare il percorso fatto fin qui non è per celebrare una storia, ma per scorgere il futuro che ci attende: continuare ad essere il ponte tra la tradizione del saper fare italiano e le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità. Le grandi intuizioni durano nel tempo solo se hanno radici profonde e diffuse. Il Registro delle Imprese è la dimostrazione che, quando il sistema Paese fa rete, non c’è traguardo che non possa essere raggiunto.
https://registroimprese.infocamere.it/l-anagrafe-nazionale-delle-imprese (link esterno)
